I segni da non ignorare per chiedere una valutazione tecnica
Crepe nei muri, pavimenti che presentano avvallamenti, porte e finestre che improvvisamente fanno fatica a chiudersi: sono segnali che meritano attenzione, soprattutto quando compaiono o peggiorano dopo un terremoto, lavori sull’edificio o cambiamenti del terreno sottostante. Il primo passo è capire se si tratta di un’anomalia, da cosa dipende e se è ancora in evoluzione. Riconoscerla tempestivamente con l’aiuto di un tecnico strutturista permette di distinguere un semplice fenomeno superficiale da un dissesto da monitorare, o da una vulnerabilità che richiede un intervento.
Questo non significa che ogni anomalia sia necessariamente riconducibile a un problema strutturale: può per esempio dipendere da fenomeni superficiali, umidità, variazioni termiche o altri fattori. La presenza di questi segnali non indica automaticamente che l’edificio sia pericoloso, così come l’assenza di crepe visibili non è sufficiente a escludere una possibile vulnerabilità strutturale. Ma un edificio raramente manifesta un problema grave senza aver dato prima qualche segnale: spesso ci sono indicatori precoci che è importante saper riconoscere, soprattutto quando è ancora possibile intervenire con maggiore efficacia.
Ecco cinque segnali che possono meritare un approfondimento e una valutazione tecnica.
1. Crepe e lesioni che cambiano nel tempo
Non tutte le fessurazioni indicano un problema strutturale. Quelle sottili, dovute per esempio al ritiro dei materiali o al normale assestamento, possono interessare soltanto l’intonaco e rimanere stabili nel tempo. A meritare particolare attenzione è soprattutto la loro evoluzione: crepe che continuano ad allargarsi, allungarsi o comparire in più punti dell’edificio possono indicare che è ancora in corso un movimento e richiedono una valutazione tecnica.
L’attenzione deve aumentare quando le lesioni interessano elementi strutturali, si sviluppano in prossimità di angoli, porte e finestre o assumono configurazioni particolari. In alcuni casi, infatti, il quadro fessurativo può essere compatibile con cedimenti differenziali delle fondazioni o, dopo un terremoto, con significative sollecitazioni della struttura.
2. Porte e finestre che non si aprono o chiudono più bene
Se porte e finestre iniziano improvvisamente a strisciare, incastrarsi o richiedere più forza per aprirsi e chiudersi, fino a non combaciare più correttamente, il problema non è necessariamente l’infisso. In alcuni casi infatti, la deformazione del telaio può essere conseguenza di movimenti o deformazioni dell’edificio, legati per esempio a variazioni nell’assetto delle fondazioni. Il segnale merita particolare attenzione quando compare insieme a crepe, distacchi o altri cambiamenti visibili nelle pareti e nei pavimenti.
3. Pavimenti e solai con dislivelli o avvallamenti
Un pavimento che appare inclinato, presenta un nuovo dislivello o mostra un avvallamento in una zona circoscritta è un’anomalia che merita attenzione, anche quando inizialmente sembra di lieve entità. Può infatti essere associata a movimenti delle fondazioni, dei solai o di altri elementi portanti che hanno modificato l’assetto dell’edificio. Come per gli altri segnali, però, il fenomeno isolato non è sufficiente per stabilirne la causa. Diventa più significativo quando compare insieme ad altre anomalie, come lesioni nelle murature, distacchi o deformazioni degli infissi.
4. Rumori anomali senza causa apparente
Scricchiolii, vibrazioni o altri rumori insoliti che compaiono durante attività quotidiane, come camminare o chiudere una porta, possono essere un segnale da non trascurare, soprattutto se sono nuovi e privi di una causa evidente. Non indicano necessariamente un problema strutturale, ma se diventano più frequenti o più intensi nel tempo, oppure compaiono insieme ad altri segnali, come crepe o deformazioni, è opportuno approfondirne l’origine con una valutazione tecnica.
5. Più segnali che compaiono insieme nella stessa zona
Il campanello d’allarme non è quasi mai un singolo sintomo, mentre può esserlo la comparsa di più segnali nella stessa zona dell’edificio. Una crepa che si allarga, accompagnata da una porta che fatica a chiudersi, dal distacco del battiscopa o da un nuovo dislivello del pavimento, come già detto può avere un significato diverso rispetto a una piccola fessura isolata e stabile nel tempo.
Il mio primo consiglio da ingegnere strutturista, è sempre quello di osservare soprattutto l’evoluzione e la combinazione delle anomalie. Abbiamo visto che un segnale isolato e stabile difficilmente è di per sé motivo di allarme; se invece più sintomi compaiono insieme o uno di essi peggiora visibilmente, è opportuno richiedere la consulenza di un tecnico. Intervenire tempestivamente permette di comprendere la causa del fenomeno e, quando necessario, affrontare il problema prima che possa evolvere e rendere gli interventi più complessi e onerosi.
Affidarsi fin dall’inizio a un professionista esperto in sicurezza sismica e ricostruzione post terremoto significa affrontare ogni fase con maggiore consapevolezza, al riparo da decisioni affrettate e supportati nel creare le basi per un rientro nell’edificio in piena sicurezza.