La guida per i proprietari di edifici danneggiati
Un terremoto sconvolge la vita in pochi secondi e se la tua casa, il tuo negozio o qualsiasi altro immobile hanno subito danni, la prima reazione istintiva è la paura di non sapere cosa succederà dopo.
Sono cresciuto nel cuore dell’Italia sismica e ho vissuto da bambino le conseguenze di eventi come questo; so benissimo quindi cosa significa quel senso di smarrimento, quel sentirsi disorientati, ed è proprio per questo che oggi da ingegnere strutturista mi occupo di ricostruzione post-sisma e in questa guida voglio spiegarti con chiarezza i primi passi da compiere.
Nei giorni immediatamente successivi alla scossa, se non ci sono vittime o persone da estrarre dalle macerie con intervento dei Vigili del Fuoco, il Comune – e poi la Protezione Civile in seconda battuta – attivano nelle fasi più concitate i sopralluoghi tecnici speditivi (ispezioni rapide da parte di professionisti del posto, incaricati a gruppi di due o tre tecnici di raccogliere dati preliminari, verificare le condizioni di un sito e mapparne le criticità in base alle segnalazioni e richieste pervenute alla P.A.). I tecnici della Protezione Civile e gli ingegneri abilitati agibilitatori, per i sopralluoghi che avvengono nei giorni a seguire utilizzano due strumenti principali: la scheda FAST, pensata per una prima selezione rapida degli edifici non utilizzabili, e se è il caso la scheda AeDES (Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica), che rileva i danni e indirizza i provvedimenti di pronto intervento e agibilità post-sismica degli edifici ordinari in muratura, cemento armato o acciaio.
In altre parole, durante il sopralluogo AeDES in un edificio danneggiato si ha la verifica tecnica di struttura, elementi non strutturali, rischi esterni e terreno di fondazione, in base alla quale viene assegnato un esito di agibilità di diverso livello. Si tratta di una valutazione delicata, perché da questa dipendono le ordinanze del sindaco sulle abitazioni da dichiarare inagibili e i nuclei familiari da evacuare, oltre alla quantificazione dei fondi per la ricostruzione post-terremoto.
Il sopralluogo AeDES serve ai rilevamenti tecnici per la compilazione di una scheda che assegna uno dei seguenti Esiti di Agibilità:
- Esito A (edificio agibile): l’immobile anche se danneggiato non presenta rischi per la sicurezza
- Esito B (agibile con provvedimenti): è temporaneamente inagibile, ma l’agibilità può essere ripristinata rapidamente dopo lavori di pronto intervento
- Esito C (edificio parzialmente inagibile): interessa solo una parte circoscritta, a rischio, il resto dell’immobile è agibile in sicurezza
- Esito D (edificio temporaneamente inagibile): giudizio di agibilità è incerto e che richiede approfondimenti specialistici
- Esito E (edificio inagibile): immobile giudicato totalmente inagibile a causa di gravi danni strutturali
- Esito F (inagibile per rischio esterno): i pericoli di un utilizzo derivano dal contesto circostante per frane o crolli, anche se la struttura non ha subito danni importanti
Post-terremoto: cosa puoi fare nel frattempo?
Non entrare nell’edificio se dichiarato inagibile e abbi cura di conservare ogni documento e comunicazione ricevuta da enti e pubblica amministrazione.
Per una verifica indipendente affidati a un tecnico strutturista di fiducia che ti possa affiancare anche per velocizzare tutti i passaggi successivi. Sapere come muoversi fin dalle prime ore aiuta a evitare errori e ad affrontare il percorso con maggiore serenità, evitando mesi di incertezza, nei quali oltre alla preoccupazione per la propria casa o attività, ci si trova improvvisamente a dover affrontare verifiche tecniche, sopralluoghi e procedure poco conosciute.
Affidarsi fin dall’inizio a un professionista esperto in sicurezza sismica e ricostruzione post terremoto significa affrontare ogni fase con maggiore consapevolezza, al riparo da decisioni affrettate e supportati nel creare le basi per un rientro nell’edificio in piena sicurezza.