ROBERTO FUNARI|

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Crepe nei muri dopo un terremoto


Quando sono pericolose e quando no

Le crepe, che si sono formate sui muri di casa dopo la scossa, sono gravi oppure solo superficiali?
È una delle questioni per cui richiedono la mia consulenza tecnica dopo un sisma, perché vedere improvvisamente apparire segni come questi sui muri di casa propria fa paura, soprattutto quando non si sa leggerli.

Da una semplice osservazione spesso non si può stabilire con certezza la gravità di una lesione: salvo casi particolari, nemmeno noi tecnici esperti strutturisti riusciamo a dare un giudizio affidabile a colpo d’occhio. La prima valutazione dopo la scossa serve a distinguere le semplici fessurazioni dell’intonaco dalle lesioni che coinvolgono invece la struttura, ed è un giudizio che richiede di conoscere come è costruito l’edificio – se in muratura, cemento armato, legno o acciaio – e di osservare forma, posizione, ampiezza, profondità ed evoluzione della crepa. Durante il sopralluogo posso quindi verificare direttamente le pareti, con indagini condotte anche con strumenti semplici battendo sulla superficie o rimuovendo, dove necessario, porzioni di intonaco per capire cosa si nasconde sotto. Una fessura sottile limitata all’intonaco, infatti, può avere un significato molto diverso da una lesione che attraversa la muratura o coinvolge elementi portanti. In alcuni casi è utile monitorare l’evoluzione della lesione nel tempo attraverso fessurimetri, crepemetri o altri strumenti specifici, così da rilevare eventuali movimenti o variazioni della struttura. Anche deformazioni, cedimenti del terreno, difficoltà nell’apertura di porte e finestre o altri cambiamenti comparsi dopo il sisma possono fornire indicazioni preziose per comprendere l’entità e l’evoluzione del danno.


Non tutte le crepe indicano un danno strutturale

Il segnale da osservare con maggiore attenzione dopo un terremoto è la presenza di crepe diagonali oppure “a croce”, soprattutto agli angoli di porte e finestre e sulle pareti portanti: possono indicare che la muratura è stata sollecitata dalle forze generate dalla scossa. Un ulteriore campanello d’allarme è rappresentato dalle crepe passanti, visibili sia all’interno sia all’esterno del muro, e dalle lesioni che interessano travi, pilastri o altri elementi portanti. In questi casi la sicurezza dell’edificio potrebbe essere compromessa e sono necessarie una valutazione tecnica tempestiva e verifiche più approfondite.

Per il resto, un primo criterio generale riguarda anche l’orientamento della crepa. Le lesioni verticali sono spesso legate ad altre cause come i piccoli assestamenti o il ritiro dei materiali, e se sottili non destano particolare preoccupazione. Quelle oblique a 45° invece, segnalano più frequentemente un cedimento differenziale delle fondazioni, quando una parte dell’edificio si abbassa più delle altre. Le crepe orizzontali o “a gradini” possono indicare un problema più serio, legato ai muri portanti o a spinte strutturali importanti.

Non tutte le crepe sono il segnale di un danno strutturale. Quando la lesione interessa soltanto l’intonaco o un rivestimento superficiale, in genere può essere sufficiente ripristinare la finitura, senza ricorrere a interventi sulla struttura. La differenza tra un problema puramente estetico e una criticità più seria sta quindi nella corretta interpretazione della lesione: è il tecnico, attraverso il sopralluogo e le verifiche necessarie, a leggere ciò che quella crepa racconta dello stato dell’edificio. Dopo un terremoto, se risultano presenti lesioni importanti o danni agli elementi portanti, non bisogna rientrare nell’edificio finché non ne sia stata verificata la sicurezza. Le prime indicazioni sono quelle delle autorità e dei tecnici incaricati delle verifiche di agibilità; successivamente, una diagnosi strutturale approfondita permette di definire con maggiore precisione gli interventi necessari.

Affidarsi fin dall’inizio a un professionista esperto in sicurezza sismica e ricostruzione post terremoto significa affrontare ogni fase con maggiore consapevolezza, al riparo da decisioni affrettate e supportati nel creare le basi per un rientro nell’edificio in piena sicurezza.