ROBERTO FUNARI|

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Contributi per la ricostruzione post terremoto


Come funzionano e chi può richiederli

Quanto mi costerà ripristinare la mia casa?
Quanto costa ricostruire o riparare un edificio colpito dal sisma e quanto può coprire il contributo pubblico è una delle domande che mi viene posta più spesso, e all’inizio l’unica risposta davvero corretta è: non si può stabilire subito.

Quello che posso offrire da ingegnere specializzato nella ricostruzione post-sisma, grazie agli oltre cento interventi seguiti nelle esperienze maturate dopo i terremoti de L’Aquila 2009, dell’Emilia Romagna 2012 e per il sisma Centro Italia del 2016, è un quadro abbastanza chiaro di come funziona nella pratica il sistema dei contributi pubblici, basato sull’esperienza diretta di chi questi percorsi li ha già affrontati. Una risposta precisa posso darla solo dopo aver valutato direttamente danni, caratteristiche dell’edificio, interventi necessari e normativa applicabile, in modo da accompagnare le persone anche nella valutazione economica del percorso di ricostruzione.

Molti proprietari non hanno un’assicurazione privata e contano solo sui fondi statali. Questi contributi esistono, ma sono erogati con tempi lunghi rispetto a una normale ristrutturazione privata e prevedono un preciso iter burocratico fatto di modulistica, ordinanze e verifiche tecniche: quindi chiedere e ottenere non sono la stessa cosa. Inoltre, come si è visto con il sisma del 2016, il contributo molte volte non arriva a coprire l’intera spesa: a carico del proprietario resta una quota, che secondo la mia esperienza può variare indicativamente tra il 10 e il 30%. Capisco che è una realtà scomoda, ma è giusto spiegarla fin dal primo incontro. 

Il contributo, infatti, sulla carta può arrivare a coprire fino al 100% delle spese ammissibili, variando in base alla posizione dell’immobile, alla sua destinazione d’uso, al danno accertato, agli interventi ammessi e ai criteri stabiliti dalle ordinanze commissariali. Questo però non significa che ogni spesa sostenuta sia automaticamente rimborsata: non esiste una percentuale fissa valida per tutti gli edifici, ma una possibilità concreta da valutare caso per caso. Per questo è fondamentale predisporre fin dall’inizio un quadro economico realistico, distinguendo le spese potenzialmente coperte dal contributo da quelle che potrebbero restare a carico del proprietario.


Chi ha diritto ai contributi pubblici post-sisma?

Lo Stato può prevedere contributi pubblici per la riparazione il ripristino o la ricostruzione degli immobili danneggiati nei territori interessati dal sisma non solo per i residenti in prima casa, ma anche per locatari, comodatari, titolari di attività d’impresa e proprietari di seconde case, secondo i criteri dei bandi regionali e delle ordinanze del cosiddetto “cratere sismico“, ovvero l’area individuata e circoscritta dalle autorità come particolarmente colpita, a cui sono riservati in ciascun evento sismico fondi straordinari, sgravi fiscali e misure come il Superbonus dedicato. I requisiti cambiano, quindi, in base all’evento sismico e al territorio interessato. Possono essere previste misure per abitazioni private, immobili produttivi e attività economiche, oltre a specifici interventi per edifici pubblici, religiosi e di interesse collettivo colpiti dal terremoto.


Perché serve un tecnico?

Parlando proprio dell’aspetto economico, affidarsi a un tecnico fin dall’inizio fa la differenza: chi segue la ricostruzione predispone la domanda, distingue le spese coperte dal contributo da quelle eventualmente ammissibili e verifica la congruità dei costi secondo i prezzari ufficiali. La domanda di contributo è poi strettamente collegata al progetto di ricostruzione: il tecnico che raccoglie la documentazione, verifica i danni, definisce gli interventi, poi gestisce il progetto e segue l’iter presso gli Uffici Speciali per la Ricostruzione e gli altri enti coinvolti.

Essere affiancati da professionisti è importante anche per il continuo aggiornamento delle novità normative: districarsi tra queste regole da soli è difficile e può rivelarsi rischioso, e il mio ruolo è proprio quello di tradurre la burocrazia in un percorso comprensibile, per affrontare la ricostruzione con meno ansia e più chiarezza. Per chi ha appena vissuto un terremoto vuole dire poter contare su una guida alla ricostruzione post-sisma che conosca oltre alla parte strutturale, anche tutto il necessario su procedure, documentazione, contributi e passaggi amministrativi.Conoscere in anticipo tutti questi passaggi aiuta a evitare false aspettative e a programmare meglio sia i lavori sia le risorse economiche necessarie.

Affidarsi fin dall’inizio a un professionista esperto in sicurezza sismica e ricostruzione post terremoto significa affrontare ogni fase con maggiore consapevolezza, al riparo da decisioni affrettate e supportati nel creare le basi per un rientro nell’edificio in piena sicurezza.